Con il termine
Clown si considera quello che in lingua italiana viene
chiamato pagliaccio (omino di paglia, pupazzo); nel
linguaggio corrente, il termine può essere riferito
anche ad un modo comportamentale, tipico di una persona
poco credibile o avvezza a non prendere sul serio un
argomento (non fare il pagliaccio, è solo un
clown!).
LA FIGURA ARTISTICA
Similarmente alla maschera il clown ha, peraltro,
una posizione artistica di rilievo nel mondo della
cultura ed, in particolare, del teatro: è infatti
una delle figure basi del circo, tanto da esserne
praticamente un emblema.
Nella tradizione circense si possono identificare
due figure di clown: il Bianco e l'Augusto (detto
anche Toni).
L'effetto comico di una rappresentazione clownesca
(che ha dato nome alla clownerie teatrale) è
generato dal contrasto di queste due figure. L'uno
(il bianco) autoritario, severo, preciso, in grado
di fare (il suo costume tradizionale lo vuole vestito
di bianco e col cappello a punta); l'altro (l'augusto)
incapace, pasticcione e stralunato (abiti fuori misura
e scarpe giganti).
Il clown è spesso associato anche ad una figura
inquietante (IT di Stephen King)
ALTRE TIPOLOGIE DI CLOWN
Il Tramp - è il clown di strada, straccione,
romantico e un po' sognatore. Un epigono di questo
genere può essere considerato il personaggio
di Charlot
Il Tolello
Il nuovo clown. È il clown di cui si occupa
Pierre Byland, prima allievo e poi insegnante presso
la scuola Jaques Lecoq di Parigi. La "ricerca
del proprio clown", il "fiasco" e il
"clown clandestino" sono solo alcuni degli
elementi che caratterizzano la pedagogia di Byland.
Byland fu anche il primo a introdurre il "naso
rosso" nella scuola Lecoq. Bibliografia: "Il
corpo poetico" J. Lecoq - ed Ubulibri.
In Italia l'OuClouPo "Ouvroir de Clown Potentiel"
(Opificio di Clown Potenziale) svolge un lavoro di
ricerca che si ispira al nuovo clown di Pierre Byland
e alla poetica dell'OuLiPo (Ouvroir de Littèrature
Potentielle).
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Clown
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